Questione di metodo

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Alla faccia della coerenza. Tanto tempo fa essere di sinistra, significava essere dalla parte del popolo, dalla parte dei lavoratori. Appunto, tanto tempo fa! Nell’ultimo consiglio comunale, tenutosi il giorno 9 ottobre, il consigliere Abbondati (eletto nella lista SEL-tutta un’altra storia) ha presentato un ordine del giorno riguardante il Job act e riduzione delle tutele dei lavoratori. Un ordine del giorno che doveva – usiamo giustamente il condizionale – essere approvato all’unanimità dall’assemblea, visto il tema trattato. E invece? A favore l’ordine del giorno solo il Movimento 5 stelle  e il PSI hanno votato  la proposta. Compatto, invece, ha votato contro tutto il PD! Contrari nel metodo – qualcuno si giustificherà poi – non nel merito! Quale metodo può essere ostativo, alla mancata approvazione di un argomento tanto caro alla sinistra stessa? La tutela dei lavoratori non può essere discriminata dal “metodo”, anzi, deve essere trattata nel “merito” senza se e senza ma! Il nodo della questione era la presa di posizione del governo Renzi di imporre l’ennesima fiducia, impedendo di fatto la possibilità  di discutere il disegno di Legge, sia alle opposizioni che alla maggioranza stessa, metodo per altro non previsto dalla Costituzione. Come, giustamente, dichiarato dal consigliere Abbondati, “ogni rappresentante eletto dai cittadini nelle istituzioni, ha l’obbligo di tutelare la difesa della Costituzione”. Tutti i  portavoce del Movimento 5 Stelle, anche loro a qualsiasi livello, hanno ben presente quali sono i principi fondanti della Carta Costituzionale. L’articolo 1 recita:  “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, ed aggiungerei sulla dignità del lavoratore. Evidentemente i padri costituenti, oltre settanta anni fa, non avevano previsto tutto ciò. Oggi è tutta un’altra cosa. A futura memoria!

Lo Staff CM5S

 

 

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