Via Reverberi, Piano Integrato “zona G4″: M5S, le considerazioni dell’opposizione

Condividi

 

densità ciampino

crescita demografica di Ciampino dal 1861 ad 2011

 

 

Ciampino – 22 giugno 2015

A Novembre scorso, il gruppo consiliare M5S del Comune di Ciampino presentava in Commissione Tecnica Urbanistica una formale opposizione alla proposta di delibera per il Piano Integrato Erreci Imm.re G4 via Reverberi-viale Kennedy e, contestualmente, una proposta per l’adozione di uno strumento partecipativo che coinvolgesse i comitati di quartiere affinché si potessero valutare le reali esigenze che interessano gli abitanti della zona vista la difformità della proposta rispetto agli indici urbanistici previsti per quell’area da PRG in vigore.

Quella prima analisi che ha prodotto niente altro che un’assoluta immobilità dell’amministrazione – e che fa, purtroppo presagire, l’intenzione del Comune di procedere con il piano originale – è stata poi corroborata da ulteriori considerazioni raccolte dallo stesso gruppo consiliare e formulate dall’urbanista Paolo Berdini che riportiamo di seguito:

Brevi considerazioni sul progetto integrato di via Reverberi
1. La prima considerazione riguarda l’insussistenza di interesse pubblico nell’attuazione del progetto. Gli unici obiettivo che raggiunge il comune di Ciampino è quella di avere una (modesta) strada di collegamento con via Lucrezia Romana e un piccolissimo centro anziani.
Forse l’unica questione che sta veramente a cuore al comune è la chiusura del vecchio contenzioso: in buona sostanza gli errori delle precedenti amministrazioni vengono scaricate sulla popolazione di Ciampino perché la densità abitativa -grazie all’aumento di cubatura concesso- diventa insostenibile: basta guardare come sono attaccati uno all’altro gli edifici residenziali.

2. Tutte le frasi retoriche che vengono utilizzate riguardo “all’importanza del progetto” addirittura per il futuro di Ciampino sono ridicole: stiamo parlando di una stratta lingua di terra inserita in un più ampia porzione di terreno ancora inedificata: invece di guidare la trasformazione unitaria di quella grande area, il comune avvia un’attuazione parcellizzata e la conseguenza è che avremo alla fine un frazionamento eccessivo di aree pubbliche che non avranno la forza di delineare la città pubblica.
L’esempio più evidente è quello del verde pubblico. A parte la scandalosa definizione di “parco pubblico” proposta dal privato (e accettata supinamente dal comune) per un fazzoletto di terra di 1.700 mq, se passa questo criterio di parcellizzazione avremo nel futuro una serie di piccole aree verdi che non formeranno un vero e proprio parco di cui ci sarebbe enorme bisogno.
L’amministrazione comunale di Ciampino si assume insomma una enorme responsabilità nel condannare la popolazione a non avere nel futuro un parco di dimensioni accettabili. Mettere d’accordo un numero grande di proprietari è un compito molto difficile, ma il comune poteva almeno cimentarsi redigendo un progetto unitario per poi consentire un’attuazione per parti.

3. Ma va comunque ribadito che lo scambio tra pubblico e privato è assolutamente squilibrato a favore del privato. Il parcheggio realizzato a fronte di via Kennedy serve solo all’attività commerciale prevista; la strada di collegamento con Lucrezia romana è comunque indispensabile a permettere l’accesso alle abitazioni private; infine il piccolo giardino e il connesso parcheggio sono localizzati proprio dalla parte opposta di quella che servirebbe. La maggiore densità edilizia è infatti dal lato di via Kennedy ed era meglio realizzare lì il giardino.

4. A fronte di questo modesto contributo pubblico (i costi sostenuti dal privato e riportati nella relazione tecnica sono certamente sovradimensionati) c’è da considerare che il “regalo” che viene fatto alla proprietà è di circa 6 milioni di euro. Se non ho sbagliato le dimensioni, infatti, vengono concessi ulteriori 6.000 metri cubi residenziali, e cioè circa 2 mila metri quadrati. I valori immobiliari di Ciampino sono intorno a 3 mila euro al metro quadrato: il “regalo” che il privato riceve è pari dunque a 6 milioni di euro. Se pure ci mettiamo i costi di costruzione e ogni altra voce, è stato costruito un buon affare per i proprietari mentre il comune non guadagna quasi nulla.
5. E’ evidente che non sussiste alcun interesse pubblico alla concessione di un così elevato aumento di cubatura attraverso la deroga urbanistica. Se il comune -come purtroppo penso- continuerà per la sua strada non resta che intervenire attraverso i nostri consiglieri sull’assessorato all’urbanistica della Regione Lazio per negare l’avvio della procedura accelerata e non concedere aumenti di volumetria e obbligare il comune alla redazione di un progetto unitario per l’intera area.

(Paolo Berdini)

La Città di Ciampino ha bisogno di una programmazione del territorio d’insieme. Se il PRG adottato non è stato applicato va rivisto tenendo conto delle reali esigenze dei cittadini e non dei costruttori che stanno consumando gli ultimi spazi liberi. Siamo il comune più densamente popolato del Lazio con 3468 ab/kmq lasciando al secondo posto Roma con un distacco di ben 1300 ab/kmq (fonte urbistat).

Abbiamo bisogno di un parco degno di questo nome per ogni quartiere e non giardinetti pubblici di 1800mq elemosinati dal costruttore del momento in cambio di cubature di residenziale non sostenibile dagli attuali servizi e viabilità locale come proposto da questo progetto.

Il piano integrato è stato fortemente sostenuto dalla maggioranza con solleciti insistenti affinché venisse licenziato il punto in commissione nella quale il sottoscritto in qualità di presidente della commissione non ha potuto fare altro che cedere dietro tali insistenze, che ignoravano totalmente il richiamo alla concertazione anche con i comitati di quartiere per una soluzione che tenesse conto delle esigenze di quartiere.

Se questo piano integrato dovesse essere approvato in Consiglio e successivamente in Regione, i cittadini non solo non beneficeranno affatto di un vero spazio pubblico concepito in base alle loro esigenze, ma vedranno iniziare una serie di richieste di piani integrati simili che porteranno alla saturazione degli spazi aperti con tutte le conseguenze immaginabili.

In sostanza, pagheremo nostro malgrado gli errori commessi da questa e dalle precedenti amministrazioni.

Condividi