I ”fondamentalisti” M5S rispondono… agli illusionisti del PD

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Ciampino – E quando ci si era abituati, quasi affezionati, all’epiteto di populista, ecco che il PD ciampinese esce con un nuova nota sul loro blog dove con uno strepitoso upgrade socio-politico-faunistico, i consiglieri e gli attivisti del MoVimento 5 Stelle vengono definiti una setta di pappagalli fondamentalisti, incapaci di mantenere l’ educazione in seduta consiliare, quella dello scorso 19 luglio, nel caso specifico.

Verrebbe quasi voglia di non rispondere, di alzare le mani e arrendersi davanti al blaterare delirante di una maggioranza che si ostina imperterrita a distrarre l’attenzione gettando fumo negli occhi dei loro stessi elettori invece di prendersi chiaramente le responsabilità nel aver scelto un’eredità politica fallimentare – quella del Partito Democratico – che diabolicamente insistono a voler perseguire.

Verrebbe voglia di non perdere ancora tempo a rispondere agli aridi attacchi del carrozzone di maggioranza ma c’è un limite alla decenza retorica e alla dignità intellettuale di ogni singolo attivista M5S che non ci permette di non replicare.

”La politica è dialogo e costruzione di precisi e concreti obiettivi per la città e per tutti i cittadini”, recita il brillante scritto piddino. Ecco, bravi, appunto: quando ci onoreranno i signori del PD della pubblicazione di un comunicato che abbia un contenuto politico, delle risposte alle nostre interrogazioni o agli appelli dei cittadini invece che disamine comportamentali?! Quando si decideranno ad attuare una delle centinaia di mozioni con le quali il M5S ha proposto attività e progetti condivisibili, approvati su carta ma mai implementati dall’amministrazione?

Francamente, la lezione di morale ed etica politica non ci sentiamo di accettarla da una compagine politica che ha dimostrato ripetutamente la chiusura a qualsivoglia tipo di confronto con l’opposizione, in primis, e con i cittadini che dovrebbero rappresentare e difendere con ”l’osservanza delle leggi ed il buon esempio nella gestione della nostra città”. Con quale coraggio si indirizzano a noi le accuse di intenti distruttivi, debolezza e incapacità al confronto politico quando il diniego al dialogo è sempre palesemente e unilateralmente arrivato dalle file del PD e della Giunta? Vogliamo fare degli esempi così da evitare che le critiche vengano confuse con una ”macchina del fango”? Tavolo di lavoro sul TTIP: abbiamo lavorato mesi all’ organizzazione di un evento-confronto sul tema del Trattato di libero scambio esattamente come ci era stato richiesto in consiglio in modo da dare alla cittadinanza una visione globale e non di parte; evento annullato dalla segreteria del sindaco a pochi giorni dalla data prevista per ”impegni improrogabili”.
Vogliamo ricordare l’incontro su salute ed aeroporto con il CRIAAC e i nuovi interlocutori istituzionali dell’ultima tornata elettorale? In sala c’erano il Sindaco di Marino e il Presidente del VII municipio, verosimilmente le nostre controparti territoriali competenti ma di Giovanni Terzulli e dei suoi ‘uomini all’ Avana’ (o in Brasile?) nemmeno l’ ombra, nemmeno uno straccio di nota per declinare l’invito.
Via Reverberi? l’ amministrazione ha ricevuto osservazioni al Piano da quattro diverse realtà politiche e sociali: ignorate completamente, rigettate al mittente, altro che ”soddisfacimento dei bisogni del cittadino” e la promozione di ”quella crescita comune nella salvaguardia dei diritti e degli interessi della collettività”.
E poi ci sarebbero le nostre proposte rispetto alle aliquote IRPEF, il registro tumori, ulteriori centraline per il monitoraggio ambientale, il baratto amministrativo, il decoro urbano, il riassetto della viabilità, il progetto Lumière…e soprattutto l’infinità di accessi agli atti che stanno a significare mancanza di comunicazione da parte dell’amministrazione…e allora, chi non collabora?

Ma il problema, certo, è che sbuffiamo e siamo arroganti, e che Paola Taverna parla romano e che Beppe Grillo urla e che parliamo solo per slogan che riempiono i vuoti della nostra coscienza politica. No, cari signori, il problema è che ”Renzi abusivo” non è uno slogan, ma la triste realtà che neppure voi alle primarie avevate scelto e a casa, continueremo fino a ribadirlo fino a sfinirvi, ci dovrebbe tornare di corsa, in attesa, semmai, di essere eletto – possibilmente con una legge elettorale non considerata incostituzionale – dimostrando che gli italiani lo vogliono come primo ministro. Magari nel frattempo, aspettando le elezioni, potrebbe occuparsi con alternanza scuola-lavoro e studiare un pochino la Costituzione e l’inglese così da evitare le continue figuracce che fa fare a tutto il popolo italiano.

Quanto alle nostre confuse ”ansie”: grazie infinite del supporto psicologico ma a ciascuno il proprio lavoro, anche se capiamo quanto il concetto della ”persona giusta al posto giusto” sia di difficile comprensione. Difatti, non ci sentiamo mica tanto rasserenati dalle rosee delucidazioni sugli ottanta euro, sul reddito di cittadinanza, sul favoloso mondo del Job Acts.

Cominciamo dalla fine. Per fornire uno scenario realistico sul mondo del lavoro nel nostro paese, gli incoraggianti risultati numerici dell’ISTAT magnificati dai signori del PD andrebbero analizzati e contestualizzati: i dati del lavoro a tempo determinato e i numeri degli inoccupati che un lavoro hanno proprio rinunciato a cercarlo, per esempio, ridimensionano notevolmente l’entusiasmo dei fautori del Job Acts, concepito tra l’altro in modo da compromettere progressivamente e seriamente il concetto stesso di stabilità del contratto a tempo indeterminato con l’abolizione dell’articolo 18 ossia la possibilità di reintegro del lavoratore per licenziamento illegittimo, ultimo baluardo sociale a tutela dei lavoratori che neppure la ‘cattivissima’ Fornero era riuscita ad intaccare. Tra i numeri ecco che si staglia minaccioso il dato più importante di tutti, la precarietà che non permette di condividere il plauso ad una delle riforme del lavoro meno incoraggianti di sempre. Aspettate, dunque, a costruire ancora consumando gli ultimi centimetri di suolo rimasto che non è cosi scontato che tante ragazze e ragazzi potranno ”finalmente accendere un mutuo (…) grazie alla stabilità ottenuta”.

Quanto al reddito di cittadinanza: tutte storie, un’ arma di distrazione di massa, il PD è stato chiaro, non è altro che un ”bluff assistenzialista”. Molto ma molto meglio il loro ‘DDL povertà’ approvato dalla Camera qualche giorno fa, per il quale risulta riduttivo persino usare, nella sua accezione negativa, il termine assistenzialismo dato l’obiettivo proposto che rasenta livelli di misure caritatevoli -1,5 miliardi annui per far fronte alle famiglie in difficoltà che sono aumentate di circa un terzo dal 2005 – a dir poco insufficienti per contrastare i dati ISTAT (tanto cari alla maggioranza ciampinese) sulla povertà, misure che lasciano perplessi veramente tutti dal Presidente dell’Inps Boeri fino alla Caritas.

Ironia a parte, invitiamo tutti i cittadini interessati ad approfondire, soprattutto rispetto alle possibili coperture finanziare da reperire, il tema del reddito di cittadinanza che abbraccia aspetti delicati di questa società e merita di essere trattato e perseguito con serietà e risolutezza. Come saprete ci si può confrontare con quei ”papagalli smorfiosi ” degli attivisti e dei portavoce che ogni santo sabato stanno per strada a disposizione dei cittadini.
Contestualmente invitiamo al PD che ha tanta premura di fare chiarezza sui temi nazionali ad occuparsi con altrettanto alacre impegno nel fornire risposte e chiarimenti sui loro progetti, in particolare quelli sul territorio e, ancora più in dettaglio, quelli andati perduti nel passaggio tra la stesura del programma elettorale e la loro realizzazione pratica: perché il PD non tenta di curare le nostre ansie chiarendo, per esempio, come mai abbiamo un Assessore per l’IGDO che ha candidamente ammesso di aver appreso dell’asta pubblica dal quotidiano ”Messaggero” quando invece doveva impegnarsi, come da programma, a rilevare il complesso per farne il cuore pulsante di Ciampino? Perché continua a redigere comunicati su quanto siamo brutti, sporchi e cattivi noi del M5S invece di rendicontare puntuali i loro elettori sull’aumento delle tasse per l’ igiene urbana, sempre per esempio, anche se siamo un comune virtuoso, ci dicono? Perché i debiti delle società partecipate non vengono sanati con tagli a spese superflue invece che con il blocco degli straordinari (alla faccia del Job Acts che funziona!)? Perché non riusciamo ad avere una risposta esaustiva sui lavori a ridosso dell’ aeroporto, sui debiti fuori bilancio vantati da personaggi che sono al tempo stesso creditori, finanziatori di campagna elettorale e amministratori della società che si sta occupando della variante di Via Reverberi? Perché non raccontano come l’amministrazione stava per procedere, in assoluto conflitto programmatico, con la realizzazione di una 167 su una delle aree più importanti dal punto di vista paesaggistico, archeologico e naturale del nostro territorio se non fosse stato per la grande mobilitazione di associazioni cittadine e di opposizione del M5S e adesso se ne va a spasso tra i comitati di quartiere sostenendo la realizzazione di un parco pubblico? Perché continuano a non dare risposte sul loro operato?
E se proprio si sentisse la necessità di voler screditare i progetti altrui invece di chiarire i propri, come il reddito di cittadinanza, almeno l’onesta di dire la verità ossia che questo è un progetto veramente perseguibile se si procede con tagli agli sprechi generati dalle pensioni d’oro, per esempio, o relativi alle spese militari, che per un paese che ”ripudia la guerra” – lo dice la Costituzione che il PD intende massacrare – dovrebbe essere esercizio praticabile e ben auspicabile. Peccato che non siamo il Costa Rica ma l’Italia dove la classe politica ha tutto l’interesse a usare il proprio patrimonio naturalistico come discarica tramutando la terra più bella del mondo in una profusa terra dei fuochi, dove si investe sulle armi, invece che sulla pace e l’istruzione, perché fare le guerre equivale a creare emergenze umanitarie che a loro volta creano massicci fenomeni di immigrazione che a loro volta creano le condizioni perfette affinché spuntino cooperative come la 29 Giugno di Buzzi a lucrare su esseri umani sfiniti dalle nostre bombe (e dal razzismo dei popoli che accolgono nel frattempo diseducati alla riflessione sociale e politica), cooperative che, poi, guarda un po’, si ritrovano a fare affari con il primo anello di questa miserevole catena, la classe politica. Si parli con estrema onestà del reddito di cittadinanza ammettendo che fa paura, perché se si attuasse come succede in numerosissimi paese europei dove è già realtà verrebbe meno il ricatto sociale del voto di scambio, una piaga diffusa soprattutto a livello locale, fenomeno che la rete ci dice fortemente legato proprio al partito di governo… basta digitare ”voto di scambio” su un qualsiasi motore di ricerca per avere una lunga, preoccupante, lista di episodi conclamati.

A questo punto, scusandoci con i lettori per la lungaggine, la domanda sorge come il sole al mattino: quali, precisamente, degli elementi del pietoso panorama delineato sopra dovrebbe indurci a condurre diversamente gli interventi in sala consiliare, sedendo mestamente in attesa che continuiate a depauperare la nostra comunità?

Ecco signori, per quanto sopra e per ancora tanti altri inaccettabili motivi maturati proprio grazie alla cultura politica che ognuno di noi si porta – eccome- stretta nella memoria, quello che leggete sui nostri volti non è un ghigno di ”odio politico” ma l’espressione di disgusto per quello che rappresentate e di sdegno per come e con chi lo professate. Se a voi sta bene ciò che hanno fatto della tradizione italiana di sinistra, non siete dei folli visionari come noi ma complici, complici di un sistema che sta collassando.

I portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti e gli attivisti tutti
”Stay hungry, stay foolish” (and yes, please, be choosy!)

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